Alessandria (lunedì, 19 gennaio 2026) — I comuni riuniti hanno deciso di lasciare anch’essi la rete idrica Agc, composta da Amag reti idriche, gestione acqua e comuni riuniti.
di Marika Bombana
La decisione è stata presa all’unanimità dal Consiglio di amministrazione e dal comitato di controllo dei sindaci di comuni riuniti.
La Rete Idrica AGC era lo strumento che giustificava l’affidamento dei servizi idrici fino al 2034, affidamento però messo in discussione negli ultimi mesi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da ARERA e da una serie di sentenze scaturite dai ricorsi presentati da Gestione Acqua.
La svolta c’è stata il 22 dicembre 2026 con la sentenza del Tar Lazio, il quale ha stabilito che assetti organizzativi come la Rete AGC sono incompatibili con il principio di unicità del gestore e con la governance prevista dalla normativa vigente e per Egato6 ha quindi certificato la correttezza dell’operato dell’Autorità d’Ambito.
Alla base della scelta di Comuni Riuniti c’è quindi una riflessione sul percorso avviato dalla Conferenza d’Ambito, che ha affidato il servizio idrico a SOGERI S.p.A., indicando la road map che ha consentito di sbloccare i fondi PNRR per Amag Reti Idriche. Nel frattempo, SOGERI ha completato i passaggi previsti dalla delibera di Egato6 per l’ingresso nel capitale sociale delle società pubbliche, tra cui Comuni Riuniti e Valle Orba Depurazione.
Last modified: Gennaio 19, 2026


