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Estate a Cascina Saetta a Novi Ligure con tante attività

Novi Ligure ( martedì, 19 agosto 2025) — Piú di 100 ragazzi, provenienti da numerose regioni italiane, hanno soggiornato questa estate alla Cascina Saetta di Bosco Marengo.

di Marika Bombana

Hanno partecipato ai tre campi nazionali di impegno e formazione che Libera, la rete antimafia fondata da Don Ciotti, ha organizzato in collegamento con il bene confiscato di Cascina Saetta.

Sono stati circa 160, in tutta Italia, i campi di “E!State Liberi!” organizzati da Libera. Quello di Bosco Marengo è attivo da anni ed è uno di quelli che attira più partecipanti. Nel corso dei tre campi di Bosco Marengo i ragazzi hanno prestato la loro opera in lavori di manutenzione di Cascina Saetta, la sede della Riserva naturale del Torrente Orba, la sede della Protezione Animali e il complesso monumentale di Santa Croce. Oltre alle attività manuali, i partecipanti hanno avuto momenti di formazione incontrando testimoni della lotta alla mafia e parenti di vittime, che si sono recati a Bosco Marengo per portare la loro testimonianza diretta.

I campi sono stati gestiti dall’associazione Parcival, presieduta da Valentina Avvento, che ha in gestione Cascina Saetta, e hanno visto la partecipazione attiva di associazioni del territorio, tra cui lo SPI-CGIL, l’associazione Amici di Santa Croce, il Museo della Resistenza di Rocchetta Ligure e l’ENPA.I ragazzi impegnati nei campi hanno anche dato vita a tre “flash mob” a Bosco Marengo, Alessandria e Novi Ligure per diffondere la campagna nazionale di Libera “fame di verità e giustizia”.Bosco Marengo è un caso emblematico nel panorama italiano. Una piccola cittadina del Nord che nel corso degli ultimi vent’anni ha visto prima la confisca di un bene collegato alla cosca mafiosa dei Fiandaca-Emmanuello e a quella dei Madonia, mandanti dell’omicidio del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano, a cui è stata intitolata la cascina confiscata. Successivamente,Bosco Marengo è tornata alla ribalta nazionale per l’operazione “Maglio” della Direzione investigativa antimafia di Torino, che ha svelato l’esistenza della “locale” di ’ndrangheta del Basso Piemonte, guidata da Bruno Pronestì di Bosco Marengo. Bosco Marengo rischiava di diventare il paese della mafia al Nord, ma grazie a Cascina Saetta e ai ragazzi dei campi di Libera è diventata un simbolo del lavoro virtuoso del contrasto civile alle mafie.

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Last modified: Agosto 19, 2025
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